PostHeaderIcon Lettera di Paola Coira

Carissimo Marco,
queste mie parole non riusciranno mai ad esprimere la gratitudine, la riconoscenza, la stima e il mio affetto per tutto quello che hai fatto prima al fianco di Guido e per quello che stai facendo ora che Guido è al nostro fianco.
Con la vivacità intellettuale che ti contraddistingue, hai collaborato fedelmente, costantemente e, (lasciamelo ricordare) gratuitamente con Guido, dando sempre un valido contributo in ogni occasione. Anche nell’ideazione di questo spazio mediatico e nelle tante idee e progetti che hai in mente per ricordare Guido, mi sembra di leggere, oltre alla tua sana inquietudine e ribellione per le ingiustizie, il bisogno di urlare a tutti il dolore e la paura che tanto venga perso e di comunicare la gratitudine e l’ammirazine che avevi per l’amato Professore, in modo che altri la possano condividere e testimoniare; per sentirci meno soli e per riempire un grande vuoto.
Solo ora, nonostante fossi stata informata da tempo dell’esistenza, mi sono avvicinata al sito. Grazie Marco e grazie a tuo fratello Diego, per queste pagine colorate d’azzurro che trasmettono subito un senso di tranquillità, ci accolgono con delicatezza e ci permettono di esserci condividendo qualche ricordo del nostro vissuto con Guido. Di esserci e di sentirci uniti e più vicini.
Leggere queste pagine e accorgermi della sensibilità e dell’attenzione da parte di tutti, nel cogliere le peculiarità della personalità di Guido, della sua presenza discreta sempre, mi commuove. Ancora una volta mi conferma quante persone belle ed uniche Guido avesse vicino e mi ricorda di come sapesse avvicinarne sempre altre, in ogni occasione. Il barista, il libraio, l’amico dell’amico, chiunque era un potenziale amico da coltivare; “agganciato” prima con una battuta e poi, nel corso della frequentazione, anche con qualche piccolo dono scelto sempre con attenzione appositamente per il destinatario, l’amicizia nasceva e cresceva.
Amava veramente stare insieme, condividere, scherzare. E amava i “suoi” studenti. Quante volte arrivando al parcheggio dell’università, prima o dopo la lezione, l’ho sentito esclamare: “i miei studenti, guardali!”. Per lui tutti i ragazzi seduti sul prato erano “suoi studenti”, indistintamente. Ed era in questi giovani che aveva grande fiducia.

Ora vorrei condividere con tutti i lettori, la lettera che la cara amica Mara ha scritto per ricordare Guido il giorno della cerimonia funebre ma che poi non è stata letta. Insieme alle altre testimonianze, trovo che anche Mara sia riuscita a ricordare Guido in modo significativo.

Grazie a tutti. A presto
Paola

Mara Mori
9 aprile 2009

Guido carissimo,
mai avrei pensato di scrivere per ricordarti, mai avrei pensato di dover trovare parole per un fatto inspiegabile che ha coinvolto e sconvolto le nostre vite; ma cercherò di farlo per te, per noi, per gli amici che tu hai lasciato, per gli affetti che hai saputo creare, per la felicità che ci hai saputo donare, senza cadere nell’abusato linguaggio retorico da te tanto detestato.
Queste parole cercano di ripercorrere l’incontro bellissimo che abbiamo avuto con te molti anni fa in Savoia, un incontro gioioso, legato a giochi, camminate, serate impegnate a sorseggiare vini francesi di cui portavi poi i tappi in tasca , per poterli annusare a lungo. Ci ha unito, da subito, un sentire positivo, uno stato d’animo di fiducia, un riconoscimento che ci ha accompagnato nel tempo. Poteva succedere che dopo molti mesi ci arrivasse un messaggio, prima via postale, ora via internet o sms con gli auguri per qualche ricorrenza speciale o stagionale, l’ultima è del 21 marzo di quest’anno con l’augurio di una dolce e lunga primavera. Hai scritto del dono nell’occidente “ricordando che il significato del dono potrebbe essere ciò che è sempre imprevedibile verso l’altro ed estraneo ad una logica dello scambio interessato”.
Capisco solo oggi quanto questo tuo essere imprevedibile ma sempre presente nei momenti importanti sia stato per me, per noi tuoi amici, un dono di preziosa e affettusa amicizia e questa amicizia ci abbia arricchito e accompagnato nel tempo ed abbia creato quel sottile, impalpabile tessuto che attraversa e costruisce le nostre vite.
Mi piace ricordare quante volte siamo rimasti con te e con Paola nella tua casa a Roma; hai ospitato spesso giovani ragazzi stranieri che vivevano con noi per un anno in Italia e l’accoglienza era sempre completa, senza riserve, felice di accompagnarli in quel momento straordinario della loro vita.
I viaggi e le esperienze del singolo per te non potevano fare a meno dell’incontro con altre persone ed è così che io, mia sorella Deso, Guido, i miei figli Giorgio e Giulio, mia mamma Anna, mio fratello Antonio con Luca e Stefano, ti abbiamo conosciuto ed è così che ti ricordiamo oggi e per sempre.
Vorrei dedicarti una poesia di Pier Paolo Pasolini, da te tanto ammirato per essere stato quella coscienza critica, controcorrente,intrisa di puritanesimo antico, quella stessa coscienza che noi abbiamo visto in te; una poesia che credo possa solo in parte ripercorrere i tuoi anni più recenti:
“ Amo la vita così ferocemente, così disperatamente:
dico i dati fisici della vita, il sole, l’erba, la giovinezza…
e io divoro, divoro, divoro…come andrà a finire non lo so”.
Guido sei stato per noi una presenza importante e lieta, ci hai donato felicità e spero non ti dispiaccia se ti accompagno oggi con gli auguri che tu facesti a Giulio nel 2003, in occasione della sua partenza per la Nuova Zelanda.
Guido
“ ti accompagnamo tutti verso nuove terre,
per felici scoperte e straordinari incontri,
con il cuore e i pensieri più belli”, Mara e i tuoi amici

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