PostHeaderIcon La morte, pensiero di Guido Zingari

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“A dramatic death is an unexpected, swift and sudden event which brings in its wake neither regret nor remorse -since we cannot decide either the manner or the mode of our passing- death is quite simply part of the grand scheme of life itself, and, as such, we are uneble to hinder or halt its entrance into our lives”.

Tradotto da FIONA HARVEY

Grazie alla gentile concessione di Paola Zingari condividiamo un pensiero di Guido Zingari sulla morte scovato fra le sue molte carte di appunti…

5 Commenti a “La morte, pensiero di Guido Zingari”

  • Daniele Taurino scrive:

    Di seguito riporto la dedica a Guido Zingari della mia ricerca per la maturità classica:

    6 aprile 2009. Questa la data, purtroppo tragica, dell’inizio della mia riflessione sul concetto di rifiuto. Nell’immane tragedia del terremoto che ha colpito l’Abruzzo se ne è consumata, tra le tante, una che per me ha rivestito un ‘importanza particolare: la morte, a Tempera, una piccola frazione dell’Aquila, del Filosofo Guido Zingari docente di Istituzioni di Filosofia presso il Dipartimento di Ricerche Filosofiche dell’Università di Roma Tor Vergata, attento indagatore dei concetti di “dono” e “rifiuto”, critico verso le “istituzioni accademiche”, dotato di una rarissima passione nell’insegnamento e humanitas, come ricordano tutti i suoi studenti, amici e collaboratori.
    Io, che avrei voluto studiare con lui ( già ero convinto di prendere Filosofia all’Università ) , lui che era convinto che “ la migliore morte fosse quella inaspettata” rimasi scioccato, rilessi i suoi ultimi libri, appunto quelli sul “rifiuto” che mi avevano folgorato, e cominciai così, per un’esigenza interiore irrazionale, a scrivere poesie sull’argomento, tutte culminate poi nella raccolta De reiectione.
    Poi è arrivato travolgente quest’ultimo anno di liceo, l’esperienza bellissima e faticosa del Servizio Civile, le soddisfazioni del teatro sociale e dell’incontro con l’Altro, la rappresentanza d’Istituto: tutti percorsi intrecciati che, senza accorgermene, aggiungevano tasselli vivi e concreti, nessi nuovi ed altri agli spunti e ai frammenti di pensiero del Filosofo scomparso. Ed infine la mia partecipazione sempre più attiva all’interno del Movimento Nonviolento Nazionale fondato da Aldo Capitini nel 1961 e la costituzione, insieme ad alcuni amici e amiche, di un centro territoriale affiliato a questo sul Litorale Romano, con sede a Fiumicino: contatti e letture di questo periodo mi hanno aiutato a portare alla luce, almeno credo, un nesso tra rifiuto e nonviolenza, tesi alla base di questa serie di scritti.
    Ora, in questa ricerca per la maturità a lui dedicata – e non poteva essere altrimenti –, voglio ricordarlo con gioia, nello spirito della compresenza capitiniana che permea l’intero lavoro e la mia vita, adoperando parole che lui stesso aveva usato per commemorare il poeta Pier Paolo Pasolini : “ La tua viva presenza, nella nostra colpevole assenza! Ogni giorno della vita, hai pensato alla condizione del tuo essere e dell’essere degli altri. Mai hai smesso di sognare, perché questo era il tuo modo disperato di essere, sperare, amare. Hai combattuto il rifiuto di gioia dei denigratori della felicità, reagendo all’oltraggio e aspettando impaziente la resa dei conti.”
    Ego tibi Gratias ago, Guido!

    Daniele Taurino

  • camilla zingari scrive:

    Non ho mai creduto alle coincidenze della vita ma la morte di mio zio mi ha fatto riflettere molto! e sono arrivata alla conclusione che tutto può accadere e cambiare… il numero 6 nella sua vita ha significato molto ,non si può dire con certezza che fosse per lui un brutto segno,forse era soltanto un avviso o una parte della sua vita che lo ha accompagnato fino alla morte!lui abitava in un palazzo al 66 piano, prima di andare in Abruzzo per le vacanze nella sua casa, mi inviò una cartolina con 6 cuori,aveva da poco compiuto 60 anni ,e proprio il 6 morì come morì anche suo padre nel 2006 .Per il suo 6o compleanno avevamo fatto per mio zio Guido una grande festa ,una di quelle feste indimenticabili ,forse tutti noi inconsciamente avevamo il presentimento che fosse un addio a una persona così grande e insostituibile per il nostro cuore! ti voglio bene…

  • Paola scrive:

    A dramatic death is an unexpected, swift and sudden event which brings in its wake neither regret nor remorse -since we cannot decide either the manner or the mode of our passing- death is quite simply part of the grand scheme of life itself, and, as such, we are uneble to hinder or halt its entrance into our lives.

    Tradotto da FIONA HARVEY

  • serena scrive:

    Coincidenze. Dopo un po’ di assenza ho sentito il bisogno di passare sul sito perchè oggi parlavo su skype con il mio amico Miro che è a Londra… più che parlare ci scriviamo e scriviamo essenzialmente quando parliamo a ruota libera, anche aforisticamente, di come pensiamo e percepiamo. Abbiamo parlato della vita e della morte oggi, di come si passa la vita ad aver paura della morte. Gli ho promesso che gli avrei prestato Speculum Possibilitatis e in quel momento ho pensato che avrei voluto che il Prof. Zingari mi spiegasse dell’unica cosa che neanche lui avrebbe potuto spiegare. Lo ha fatto.

  • Maria scrive:

    Hi can someone translate his note into English?

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